Is Ollargius

Grotta Su stampu de Is Ollargius

Grotta Is Ollargius

La grotta di Is Ollargius per le sue particolarità è stato un cavallo di battaglia dello Speleo Club Nuxis. All’interno sono ancora presenti scritture sulle pareti dei gruppi che la hanno esplorata, tra i quali il Gruppo Speleologico Triestino. La grotta si sviluppa per oltre 200 metri,con un dislivello totale di oltre 40 metri, ed è impostata lungo alcune fratture allineate in direzione E-W. Nel territorio circostante sono presenti degli “assaggi” minerari, effettuati per ricerche di barite, mentre a valle si apre una miniera di barite brecciata ed ematite pisolitica (ossido di ferro a forma di pallini) dovuta all’erosione e all’ossidazione di giacimenti preesistenti. La vegetazione è caratterizzata dalla tipica bassa macchia mediterranea, con lentischi, corbezzoli, olivastri, filliree, ginepri e quant’altro.

Alla cavità si accede mediante un pozzetto di 6 metri, per poi percorrere un piano inclinato lungo una quindicina; si prosegue poi sulla destra dove è presente una grossa sala deturpata dai soliti tagliatori di concrezioni. In questo ambiente sono ben visibili lungo una frattura e su degli incavi cristallizzazioni di barite gialla, con cristalli spesso incrostati da depositi calcarei che determinano un’alternaza cromatica che varia dal bianco al giallo scuro. Proseguendo verso il basso dopo un altro salto di circa cinque metri sono ben evidenti nelle pareti delle brecce ossifere con resti osteologici di varie specie animali, tra le quali figurano anche alcuni crani di “Prolagus sardus”, logomorfi simili alle lepri, estinti nel quaternario. Superato un cunicolo molto stretto si discende lungo una diaclasi (frattura della roccia) larga 50 centimetri. La parte destra di essa è ricca di concrezioni, mentre la parte sinistra ne è priva; si può osservare come l’azione erosiva dell’acqua abbia modellato la roccia creando i cosidetti “scallops” (motivi morfologici a forma di cucchiaio). Sulla parte bassa si prosegue per uno stretto pozzo, dove si incontra un’altra diaclasi parallela alla precedente, terminante in un incavo ad imbuto non esplorabile.

Nel ramo centrale è ben evidente un’enorme stalattite formatasi grazie alla percolazione di acqua in una frattura orientata E-W. Il pavimento è impostato su un piano inclinato ed è costituito da un’enorme discarica di detriti con blocchi di dimensioni medie misti a limi e argille. Dopo una piccola risalita si trova un cunicolo che si immette in un altro ambiente lungo una trentina di metri.