Miniera di Sa Marchesa

Una delle realtà minerarie più significative del Basso Sulcis

Miniera di Sa Marchesa

La miniera di Sa Marchesa, assieme a quella di Rosas è stata una delle realtà minerarie più significative del Basso Sulcis ed ha influenzato per svariati decenni l’economia dell’area. Essa si trova nel comune di Nuxis in prossimità della frazione di Acquacadda. I primi documenti attestanti l’origine della miniera risalgono al 1880, quando venne rilasciata al Cavalier Gavino Scano, al Cavalier Innocenzo Cannas e soci la concessione per l’esplorazione di minerali di piombo e zinco. Dopo una prima indagine l’attività mineraria si interruppe per poi riprendere con una concessione nel 1881. Il materiale veniva estratto e portato a Porto Botte mediante carri a buoi. L’attività vera e propria prese inizio nel 1882, quando Leon Gouin, rappresentante della Società Hilarion Roux di Marsiglia, ottenne la concessione per minerali di piombo, rame e argento, in realtà si trattava di tre miniere differenti, tra cui Montixeddu-Su deIs Melas,Monte Sa Iva (Ira), Riu Cannoni, per un’estensione di oltre 370 ettari. I primi scavi avvenivano a cielo aperto. Nel 1883 venne impiantata una laveria , composta da cinque crivelli a tre scompartimenti e due classificatori; tutto l’impianto era azionato da una macchina a vapore di 12 cavalli, delineandosi come vera e propria attività industriale. Nel 1884 a causa di una crisi economica inerente la vendita dei metalli produsse una forte battuta d’arresto, per cui la Società dichiarò fallimento chiudendo così la miniera, che rimase inattiva sino al 1887. A causa dell’interruzione nel 1889, tramite un D.M. venne formulata un’ingiunzione ai concessionari, affinché riprendessero i lavori, cosa che non avvenne, per cui la concessione venne revocata. Nel 1891, passò all’Ingegnere belga Emilio Jacob. Nel 1898 fu ceduta assieme alla miniera di Truba Niedda alla Societè Anonyme di Liegi . Nel 1899, si ebbero ulteriori difficoltà nell’arricchimento tanto da modificarne le operazioni. Nel 1904 la Società vendette la miniera all’Ingegner Karl William Wright che nel 1908 la cedette alla Società Anonima di Domusnovas. Ai primi del ‘900 i lavori si concentrarono nelle gallerie Leone, Mannu e Ilario oltre che negli scavi Colomba e Trinità, dove si alternarono periodi di attività ad altri di interruzione. I lavori ripresero nel 1923 con risultati poco apprezzabili. Nel 1930 la miniera fu acquistata dalla Società Miniere di Rosas che gestiva altre miniere vicine per cui i minerali vennero trattati nella laveria di Rosas. Nel 1936 a Sa Marchesa vennero ripresi i lavori con esito soddisfacente per poi interrompersi nuovamente. Nel 1946 si tentò una ripresa dei lavori grazie al potenziamento degli impianti di Rosas. Nel 1951 la miniera divenne proprietà dell’ AMMI S.p.A., oltre che prelevare i minerali dalle discariche per essere nuovamente trattati, portò avanti i lavori nel settore NW della concessione. Nella miniera di Sa Marchesa si coltivava un filone mineralizzato a solfuri lungo quasi due chilometri in direzione NW all’interno dei calcari cambriani. Nel 1965 vennero realizzati un pozzo e cinque livelli per uno sviluppo complessivo di circa due chilometri. Dopo alterne vicende la miniera chiuse definitivamente nel 1980. Del complesso attualmente si possono osservare, svariati ruderi, due tramogge in ferro e un bellissimo forno di calcinazione.